CS Acqualatina – Chiarimenti sulle attività di recupero del credito di Acqualatina

Chiarimenti sulle attività di recupero del credito di Acqualatina.

Le azioni di interruzione del flusso vengono attivate esclusivamente su utenze con un debito di consistente e perdurante, e dopo molti solleciti; le utenze fragili sono supportate da bonus idrico e rateizzazioni personalizzate.

La questione della morosità ha un costo che si riversa sulla collettività con tariffe più alte e mancati investimenti.

 

In questi giorni, il settimanale “Il Caffè” ha riportato le dichiarazioni del Comitato Acqua Pubblica di Aprilia e di alcuni utenti, in merito alle riduzioni del flusso idrico in corso nel territorio apriliano.

I punti da chiarire sono:

  • Le condizioni in cui avvengono le azioni di recupero del credito attraverso interruzione del flusso
  • La presenza di presunte “squadre anonime” di tecnici
  • La legittimità delle azioni

LA MOROSITÀ

Le attività di riduzione del flusso vengono attivate esclusivamente su utenze con un debito di importo consistente e perdurante e come ultima scelta, dopo diversi solleciti telefonici ed epistolari, volti a tutelare le utenze e a consentire anche pagamenti in ritardo, evitando per essi ulteriori azioni di recupero del credito.

Oltre ciò, Acqualatina presta particolare attenzione nel tutelare le utenze più fragili con diverse iniziative, come trattamenti di rateizzazione personalizzata e il Bonus Sociale, ulteriormente rafforzato nell’ultima Assemblea dei Soci, riservando ad esso il 10% degli utili e andando ben oltre quanto previsto da ARERA.

Un’attenzione accentuata ancor più nella fase acuta della pandemia, viste le derivanti difficoltà, con l’estensione dei termini di pagamento per tutti e la riapertura dell’acqua a tutti coloro che ne hanno fatto richiesta, indipendentemente dalla propria posizione debitoria.

Inoltre, si ricorda che è a disposizione di tutti la Camera di Conciliazione paritetica, per la risoluzione di ogni controversia in modo gratuito e veloce.

Detto ciò, risulta comunque indispensabile attivare azioni di recupero del credito in casi di grave e perdurante morosità, al fine di contrastare un fenomeno che, nel nostro territorio, pesa in maniera di gran lunga superiore alla media nazionale, con oltre 26 milioni di euro nel solo Comune di Aprilia, che rappresenta il Comune dell’ATO4 con il tasso di morosità più elevato.

Parliamo di un problema importante, dunque, che danneggia in maniera duplice la collettività virtuosa: sia perché i costi della morosità fanno aumentare la tariffa di tutti, anche di chi regolarmente paga, sia perché bloccano gli investimenti, necessari per migliorare il servizio a favore di tutto il territorio.

LE “SQUADRE ANONIME”

Le squadre di tecnici che stanno eseguendo interventi di riduzione del flusso in stati di grave e perdurante morosità, nel comune di Aprilia così come nel resto dell’Ato4, fanno capo a una Società esterna regolarmente incaricata da Acqualatina per tale attività.

Ecco spiegato perché le auto non riportano il logo societario: nulla di anomalo, dunque.

LA LEGITTIMITÀ DELLE AZIONI

Il Comitato Acqua Pubblica menziona l’articolo 17 del Regolamento del Servizio Idrico Integrato del 2016, in cui è richiesta una sentenza prima di poter procedere con tali azioni.

Tale articolo, però, non può essere tenuto in considerazione, poiché la questione è stata ampiamente superata dai provvedimenti presi dall’Autorità nazionale ARERA nel 2019.

Tali provvedimenti di levatura nazionale stabiliscono “regole certe e uguali in tutta Italia nel caso di mancati pagamenti da parte degli utenti del settore idrico” definendo “tempi e modalità standard per la costituzione in mora, la rateizzazione degli importi, la sospensione della fornitura e la risoluzione del contratto”, sempre “salvaguardando le utenze vulnerabili in documentato stato di disagio economico sociale e quelle pubbliche non disalimentabili”.

La normativa nazionale attuale, dunque, non richiede alcuna sentenza preventiva, per poter agire.

Servizio Comunicazione Acqualatina S.p.A.

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