Qualità dell’acqua

Acqualatina mette a disposizione dei clienti le caratteristiche qualitative dell’acqua potabile distribuita nei comuni del territorio di pertinenza (ATO4).

I dati presenti in questa sezione del sito sono pubblicati con cadenza annuale. Tuttavia, i dati relativi all’Arsenico per i Comuni di Sermoneta, Anzio, Nettuno, Latina e Cori, sono aggiornati trimestralmente al fine di poter fornire informazioni sempre precise su eventuali variazioni di valore.

Il monitoraggio e la tutela dall’inquinamento delle acque potabili viene applicato dall’ente gestore in conformità ai contenuti disciplinati dal D.Lgs 31/01 che prevede che le frequenze di campionamento, la tipologia di analisi e i punti di campionamento siano correlati proporzionalmente ai volumi di acqua distribuita in una specifica area.

Requisiti di potabilità

I parametri che vengono utilizzati per la formulazione del giudizio di potabilità di un’acqua sono i seguenti:

  • Parametri organolettici
  • Parametri fisici
  • Parametri chimici
  • Parametri microbiologici

La durezza dell’acqua potabile, il calcio e il magnesio

Il contenuto di minerali nelle diverse acque di rubinetto è estremamente variabile in funzione dell’origine della risorsa idrica e dei trattamenti che l’acqua subisce nel corso della potabilizzazione e distribuzione. In generale, le acque italiane, per più dell’85% di origine sotterranea, anche quando sottoposte a trattamenti di potabilizzazione, contribuiscono ad apportare quantità apprezzabili di alcuni minerali come risultato di fenomeni naturali di cessione da rocce e terreni a contatto con l’acquifero, ad esempio, calcio, magnesio, fluoro, ferro, manganese, zinco, iodio, selenio, zolfo, fosforo, potassio.

La durezza dell’acqua è il parametro indicatore che rappresenta il contenuto di sali di calcio e magnesio disciolti nell’acqua (come carbonati, bicarbonati, solfati, cloruri e nitrati). Tale contenuto dipende principalmente dall’origine dell’acqua del nostro acquedotto. Per esempio, le acque naturali sotterranee e di falda sono caratterizzate da concentrazioni di calcio superiori ai 100 mg/L e di magnesio non superiori ai 50 mg/L. La durezza dell’acqua è misurata in gradi Francesi (°F) dove un 1° F corrisponde a 10 mg/L di carbonato di calcio (CaCO3). In base al contenuto di CaCO3 poi l’acqua viene classificata come:

  • fino a 4°F: molto dolci
  • da 4°F a 8°F: dolci
  • da 8°F a 12°F: mediamente dure
  • da 12°F a 18°F: discretamente dure
  • da 18°F a 30°F: dure
  • oltre 30°F: molto dure

La durezza dell’acqua rappresenta quindi un parametro molto più specifico rispetto a residuo fisso e conducibilità elettrica perché non si limita a indicare solo la presenza o la quantità relativa di sali minerali nell’acqua potabile, ma ci permette di risalire fino al contenuto di due minerali in particolare, il calcio e il magnesio. La durezza dell’acqua allo stesso tempo può influenzare o essere influenzata dal suo pH. Infatti, più il suo valore è al di sotto della neutralità più l’acqua è acida, dolce,  poco mineralizzata e priva di calcare. Al contrario, più il pH è al di sopra della neutralità, più alta sarà la mineralizzazione dell’acqua, che tenderà quindi ad essere alcalina, dura e ricca di calcare. La concentrazione di calcio e magnesio condizionano anche il sapore dell’acqua: a seconda della quantità di sale di calcio presente nell’acqua potabile. La soglia di sapidità per l’uomo è intorno ai 100-300 mg/L, mentre per il magnesio si stima che sia molto inferiore. In molti casi i consumatori hanno una tolleranza superiore ai 500 mg/L. Parlando di acqua dura o dolce si pensa subito al contenuto di calcare e all’impatto negativo sui nostri elettrodomestici. La percezione negativa di tale valore trascura però non solo il residuo fisso come buona fonte di calcio e magnesio ma anche come importante fattore di prevenzione di alcune patologie croniche.

La durezza dell’acqua potabile indica il suo contenuto in calcio e magnesio, due nutrienti fondamentali per favorire importanti funzioni vitali per il nostro organismo. Abbiamo già scritto  di quanto l’acqua potabile sia fonte di minerali essenziali per mantenere attive diverse funzionalità e processi organici vitali. Il nostro organismo non è infatti in grado di sintetizzarli autonomamente e quindi il cibo e l’acqua rappresentano le principali fonti di approvvigionamento. Il calcio e il magnesio sono due tra i minerali più importanti, necessari nelle funzioni essenziali del corpo umano.

Il calcio è coinvolto nel metabolismo del tessuto osseo sia nella fase di crescita, sia nell’età avanzata e nella donna in menopausa. Rappresenta un componente strutturale fondamentale delle nostre ossa, delle vere e proprie “banche di calcio” e il ricambio continuo di calcio è decisivo nel mantenere la stabilità della nostra impalcatura ossea, da cui il suo ruolo essenziale nella prevenzione dell’osteoporosi. Il calcio come ione inoltre partecipa attivamente e regola i meccanismi di contrazione del muscolo, di trasmissione dell’impulso nervoso, di attività del muscolo cardiaco, di permeabilità delle membrane, di rilascio ormonale, di coagulazione del sangue, di segnalazione intracellulare, di attivazione di alcuni enzimi e di moltiplicazione e differenziazione cellulare. Tutte funzioni che rendono evidente l’essenzialità del calcio per la vita. Oltre all’acqua, le principali fonti di calcio sono il latte e i suoi derivati, come formaggi e yogurt. Altre fonti importanti di calcio sono alcuni vegetali come cavoli, broccoli, crescione e prezzemolo, i cereali ed è presente in concentrazioni minori in alcuni tipi di pesce, come sardine e salmone.

Il magnesio è un altro nutriente vitale e essenziale in numerosi processi metabolici come la biosintesi dei lipidi, delle proteine e degli acidi nucleici, la formazione del “secondo messaggero” AMP-ciclico e la glicolisi.  Per questo può essere consigliabile bere acqua magnesiaca. Il magnesio inoltre regola i processi di trasporto energia-dipendenti delle molecole attraverso la membrana cellulare, mantiene il potenziale di membrana della cellula nervosa e dei muscoli e partecipa alla trasmissione dell’impulso nervoso. Inoltre sostiene i processi di mineralizzazione e di sviluppo dell’apparato scheletrico e supporta l’attività di oltre 300 sistemi enzimatici. Il magnesio è un elemento dalle mille sfaccettature, coinvolto non solo nella regolazione della contrazione muscolare e cardiaca, nel metabolismo energetico del nostro organismo e nel sostegno cardiovascolare, ma anche nei fini meccanismi che regolano la nostra sensibilità, il nostro umoree le nostre funzioni psichiche. Il magnesio è ampiamente distribuito in tutti gli alimenti e naturalmente anche nell’acqua. Le principali fonti di magnesio sono i legumi, i cereali integrali e la frutta secca. In particolare è stato evidenziato che diete a elevato consumo di frutta, verdura e cereali non raffinati hanno un contenuto di magnesio maggiore rispetto a quelle ricche di carni, prodotti lattiero-caseari e alimenti raffinati.

L’acqua dura o dolce e la nostra salute

La durezza dell’acqua ci permette quindi di valutare la sua efficacia come fonte naturale di calcio e magnesio e conoscendo meglio questi due nutrienti essenziali siamo maggiormente consapevoli dei loro benefici per la nostra salute. Secondo l’OMS l’acqua potabile fornisce dal 5 al 20% del fabbisogno di calcio e magnesio giornaliero a seconda della sua durezza e quindi dei processi di addolcimento o altri trattamenti in uso nel sistema idrico che possono condizionare il contenuto di minerali. Il contenuto di calcio e magnesio dell’acqua del rubinetto quindi è all’interno dei limiti di sicurezza e non rappresenta un rischio per la salute. A differenza della diffusa credenza popolare per cui il consumo di acque ricche di calcio e magnesio favorisca l’insorgere dei calcoli renali, è dimostrato scientificamente come questa invece aiuti a prevenirne la comparsa. In aggiunta, studi recenti hanno evidenziato come la durezza dell’acqua potabile rappresenti un importante parametro o fattore di prevenzione delle malattie cardiovascolari. Nello specifico, i risultati di diversi studi dimostrano che più l’acqua del rubinetto è dolce e maggiore è l’incidenza di malattie cardiovascolari nella popolazione, mentre l’utilizzo di acqua più dura è risultato un fattore protettivo. Le prime evidenze di questo importante significato sanitario della durezza dell’acqua potabile sono comparse da studi condotti già alla fine degli anni ’50 e confermati in seguito da ulteriori e importanti studi clinici, epidemiologici, in vitro e in vivo. Una conferma sostenuta dalla comunità scientifica mondiale, e che ha portato vari Paesi a iniziare a considerare l’acqua potabile un importante mezzo di prevenzione delle malattie cardiovascolari. Nello specifico, l’OMS si è impegnata a prendere in considerazione l’identificazione di un parametro minimo di calcio e magnesio per l’acqua potabile.

L’Italia, sulla base di queste evidenze scientifiche, e avendo già previsto in passato un valore del parametro durezza minimo pari a 60 mg/L di calcio per le acque addolcite o dissalate, ha stabilito il valore consigliato di riferimento di 15-50 °F equivalenti a 150-500 mg/L di calcio carbonato, ovvero a 60-200 mg/L di calcio. Allo stesso modo il valore minimo di pH dell’acqua potabile a 6.5 era stato stabilito a suo tempo per garantire anche una durezza dell’acqua accettabile, dato che un pH<6,5 è tipico di acque molto dolci e poco mineralizzate. L’effetto benefico dell’acqua potabile in base alla sua durezza sembra essere dovuto principalmente al contenuto di magnesio.

Il potassio proviene per lo più dai principali silicati costituenti le rocce magmatiche o argillose. Le quantità che normalmente si riscontrano nelle acque minerali di media mineralizzazione sono basse, spesso intorno a 1 mg/L. Poiché è un elemento indispensabile per l’organismo umano e spesso in bassa quantità nella maggior parte delle acque (minerali e potabili), non è stato definito un limite per l’assunzione di questo elemento dalle acque.